VI RACCONTO IL MIO VIETNAM

Il personaggio - Il tecnico di Montelupo da due anni e mezzo guida la nazionale asiatica Gargelli: 'Vi racconto il mio Vietnam'

'Mi brucia aver mancato il Mondiale, ma ora punto alla Champions League asiatia'page6image8272

L'attrazione dell'Italia nei confronti dell'estremo oriente affonda le sue radici nei viaggi di Marco Polo, nelle leggendarie storie narrate nel suo 'Milione'. Un fascino rimasto immutato nei secoli quello per questi paesi. Nonostante la globalizzazione e il dominio economico delle cosiddette 'tigri asiatiche' e la tecnologia che ha accorciato le distanze, trasformando i chilometri in pochi passi virtuali, ancora oggi partire per l'Oriente è visto come un salto nel buio. Nelle ultime settimane non si è fatto altro che parlare della 'scelta di vita' di Marcello Lippi, migrato in Cina stregato dai milioni messi sul piatto della bilancia dal Guangzhou. Ma prima di lui sono migrati in Asia, tra gli altri Beppe Materazzi e Alberto Zaccheroni, quest'ultimo alla guida della nazionale giapponese. Nel futsal il primo italiano a scegliere l'Asia è stato il nostro Sergio Gargelli. Prima il Giappone, alla guida del Fuchu Athletic, poi il Vietnam. Il Paese del Sol Levante gli ha regalato soddisfazioni sul campo e una splendida moglie nella vita, ma la la voglia di mettersi in gioco, di intraprendere una nuova sfida lo hanno portato fino ad Ho Chi Minh City. La vecchia Saigon, per intendersi, quella della 'caduta' per noi occidentali, quella della 'liberazione' per il Vietnam comunista. Due anni e mezzo nel sud-est asiatico, a cercare di insegnare futsal ad un paese che nel calcio non ha mai centrato risultati.

Sergio, cominciamo con un bilancio di questi due anni alla guida della nazionale vietnamita e della tua vita in questo paese.
Sono quasi 2 anni e mezzo ormai. Incredibili, con tantissime soddisfazioni e grandi esperienze di vita. Aver visto crescere una squadra, veder crescere il futsal in Vietnam, aver portato questo paese dalla 97esima alla 55esima posizione mondiale, sono soddisfazioni che mi ripagano di tanti sacrifici fatti. Un solo rimpianto, vedere l'Australia che ci ha sconfitto immeritatamente 4-3, qualificata per il mondiale, al 'nostro posto'. Un obiettivo in cui forse un po' utopisticamente credevo davvero.

Il 2012, quindi, non è iniziato come avresti voluto e avete perso l'opportunità di andare ai mondiali in Thailandia. Cos'è successo? Semplicissima la risposta. Abbiamo terminato gli allenamenti e competizioni con il Sea games a novembre 2011 e abbiamo ripreso ad allenarci il 28 gennaio, troppo poco tempo dopo due mesi di stop per preparare la qualificazione che iniziava il 21 febbraio. Purtroppo qui il Tet (capodanno vietnamita) è una festa molto sentita e la federazione non mi ha permesso di iniziare prima. Siamo arrivati alla partita con l'Australia senza benzina, dominando nel primo tempo e crollando nella ripresa.

Tu però non hai perso la speranza di andarci alla kermesse iridata, sperando in qualche chiamata di nazionali emergenti, giusto?

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Come ben sai il mondiale è la mia massima aspirazione come allenatore. Ho avuto contatti con la Colombia, sfumato per problemi di accordo tra le due federazioni, quella legata alla FIFA e quella legata alla Fifusa, nella quale giocano i migliori giocatori, e Isole Salomone. Entrambe sono già qualificate. Il tempo passa in fretta, ma spero ancora che il miracolo accada

Prosegue, invece, la tua avventura nella Champions League asiatica e a luglio ci saranno le finali in Kuwait.
Per la prima volta siamo riusciti a qualificare un club Vietnamita, il Thai Son Nam alla Final 8 asiatica. Il club, nel quale giocano quasi tutti i giocatori della nazionale, aveva preso in prestito dagli altri club i quattro giocatori mancanti a completare l'organico della nazionale, inoltre dalla Spagna avevamo acquistato Alberto Riquer. Grande soddisfazione, aver eliminato club molto più ricchi e organizzati del nostro, come il Bayushan campione di Cina o il Maccabi campione d'Australia. Purtroppo andremo in Kuwait indeboliti rispetto alle qualificazioni. Non abbiamo acquistato il secondo straniero per problemi di budget, i quattro giocatori che avevamo preso in prestito sono tornati al proprio club. Inoltre il portiere titolare è andato a giocare in Thailandia, io sarò squalificato nella prima partita e il calendario della coppa nazionale che inizia domani e termina il 17 giugno non mi permette di preparare la squadra come vorrei. Nel gruppo abbiamo il Giti Pasand campione d'Iran del mitico Shamsaee, l'Al Rayyan campione del Qatar allenata dallo Spagnolo Juanito e con in rosa giocatori come Corvo e Vadillo e i campioni e i padroni di casa del Kuwait, lo Yarmouk del Brasiliano/azero Thiago. Oramai ci siamo specializzati in miracoli, vediamo se riusciremo a conseguire la semifinale

In questo momento si sta disputando la fase finale dei campionati asiatici, oltre alle solite Iran, Thailandia e Giappone, com'è il livello generale?
Ho seguito molte partite il live streaming e il livello è cresciuto tantissimo dall'ultima edizione. Per molti la sorpresa è stata il Kuwait allenato da Luis Fonseca. Io ho sempre ritenuto che questa squadra avesse giocatori molto buoni ma anarchici, ma con un allenatore che li avesse organizzati avrebbero potuto battere chiunque e infatti hanno conquistato la qualificazione mondiale. Le altre, Thailandia, Iran, Giappone, Uzbekistan, sono di livello superiore alle altre. Sorpreso in maniera negativa dalla Cina che invece non è arrivata neppure ai quarti di finale.

Non senti un po' di nostalgia dell'Italia? Che proposta ci vorrebbe per riportarti casa?
Mi fanno in tanti questa domanda, a cominciare da mio padre. Io spero di poter continuare in Asia, dove preferisco di gran lunga il livello di qualità della vita rispetto all'Europa. Però se arrivasse una proposta, con un progetto serio, da parte di qualche club italiano, la valuterei con piacere.

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